A pochi mesi dalle elezioni continua il toto-nomi e il toto-alleanze per il dopo Lettieri a viale della Democrazia. Una situazione a tratti inedita, giacché è la prima volta che un primo cittadino risulta incandidabile alla carica per la scadenza naturale dei due mandati, a tratti già vista per quel gioco di logoramento e indecisione che sempre ha contraddistinto la politica acerrana.
Rispetto a un anno fa la situazione è cambiata ponendo sostanzialmente sul campo due scenari possibili. Infatti in questi mesi il primo auto-candidato sindaco, il cons. Gennaro Iovino (CDX), parrebbe aver maturato la decisione di fare un passo indietro e ritornare con quel che rimane della coalizione Lettieri mentre il centrodestra, a causa di vecchi esponenti ed equilibri precari, sembra non essere pienamente riuscito ad organizzarsi, anche per la paura di bruciare uno scontato risultato positivo alle prossime politiche. Restano in città vari tavoli aperti dalla non chiara finalità, mentre il presidente del consiglio comunale Piatto continua a spingere per ricalcare il progetto Manfredi a Napoli (come ripetuto ai nostri microfoni pochi giorni fa); nel frattempo Lettieri, solido nei numeri dei consiglieri a sostegno, oltre a rinforzarsi togliendo agli altri sta decidendo il nome del playmaker (che a seconda dello scenario potrebbe essere anche una sedia vuota o un mocio).
In questa ottica i due scenari possibili possono essere di un BIPOLARISMO al primo turno o la nascita di un TERZO POLO. Adesso volendoli analizzare possiamo trarne che:
Nel caso di un BIPOLARISMO al primo turno appare scontata la vittoria di una coalizione Lettieri. Non solo in virtù di una aggregazione che al momento appare più competitiva (nonostante l’assenza del frontman) ma per un mero calcolo matematico dedotto dall’affluenza e il raggiungimento di quel 50%+1. Già nel 2017 un 27,31% degli elettori non trovò una motivazione per spostarsi da casa e recarsi alle urne, dei restanti votanti il 35,28% decise di non dare fiducia al progetto Lettieri-Piatto che allora concorreva unito. In tale quadro, con un affluenza che si preannuncia bassa per mancanza di istanze alternative che nella città esistono e una minoranza di liste slegate non in grado di rosicchiare consenso, la partita è chiusa già prima dell’apertura delle urne.
Nel caso invece di una nascita di un TERZO POLO (competitivo) l’esito potrebbe non essere scontato. La condizione che più incide è legata a una maggiore affluenza che renderebbe più complicato il raggiungimento del 50%+1 al primo turno aprendo le porte di un ballottaggio, inoltre tale ipotesi spingerebbe l’elettore salterino (quello pronto a salire sul cargo del vincitore prima che esso parta) a una maggiore libertà di scelta non riuscendo a captare da dove tiri il vento. Solite piccolezze elettorali.
Di certo, a prescindere da come nei prossimi giorni si andranno a delineare i giochi, si può già dare la vittoria politica di questa fase a Lettieri. Nonostante sarà presente come semplice candidato consigliere i giochi passano ancora da lui, e il merito (o demerito) vanno all’instancabile lavoro di annientamento della maggior parte della politica cittadina che, anche in questa fase, manca non solo della capacità d’analisi ma di un organizzazione e di una visione a medio-lungo termine. Adesso, se le parti in campo faranno l’ennesima scelta fallimentare continuando lo stillicidio al proprio interno, ci saranno almeno quindici anni per pensare, valutare, incontrarsi e sperare nella prospettiva che gli eredi di questa fase abbiano imparato da questi errori, altrimenti avremo mesi e forse anni avvincenti dinanzi a noi.